Alberta Zallone

Wendover.Utah_05
Alberta Zallone
Che cos'è per te la fotografia?
Cosa sia la fotografia è stato ampiamente discusso da moltissimi autori di grande spessore come Roland Barthes e Susan Sontag, tra gli, altri quindi dirò solo cosa rappresenta per me. Una passione da sempre, ho cominciato fotografando clandestinamente scene di classe al liceo e ho sempre continuato a fissare con questo strumento gli aspetti della realtà che mi colpivano in vario modo. Me ne sono distaccata solo per un periodo da adulta nel quale ho dovuto reinventare con fatica la mia storia personale. Ho ripreso da almeno vent'anni con uno sguardo più consapevole e maturo e con una formazione culturale specifica approfondita.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Lo sguardo lo coltivo "guardando". Guardando la realtà che mi circonda, i cambiamenti, le situazioni. Seguo riviste di fotografia come Aperture, guardo le fotografie di altri autori e indubbiamente alcuni di essi hanno avuto una notevole influenza sul mio modo di guardare. Ho seguito un ottimo workshop con Doug Dubois a Venezia nel 2016 organizzato da Landscape Photography. Ne ho seguiti anche altri ma da Dubois ho imparato decisamente molto e mi ha spinto a cercare un nuovo rapporto con la presenza umana nel mio campo visivo.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Amo la natura e sono istintivamente portata a fotografare i paesaggi che in qualche modo si relazionano col mio modo di essere. Sono più solitaria che socievole e tra i miei temi ricorrenti vi sono gli spazi aperti delle colline pugliesi, e non solo, e i boschi. Ho un legame particolare con gli USA. Ho vissuto e lavorato per due anni in Pennsylvania appena laureata e assorbito molto della cultura americana sia nella letteratura che nella fotografia e nell'arte contemporanea in genere. Buona parte del mio archivio è composto da fotografie urbane o metropolitane made in USA. Sono vissuta un mese all'anno a New York per lavoro per un decennio e quella città la sento come casa mia. Torno negli USA ogni volta che posso e continuo a fotografarla coltivando il mio rapporto amore-odio per un paese così pieno di contraddizioni. Non trascuro la mia Puglia, terra bella e brutalizzata dai suoi occupanti, anche in questo caso con un rapporto amore-odio.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Il progetto è nato dalla lettura di America di Jean Baudrillard che nella sua descrizione dei deserti americani ha dato forma ai miei pensieri e parla della orizzontalità assoluta del lago salato, di Bonneville, dove si svolgono gare di velocità per prototipi. La copertina dell'edizione americana che posseggo mostra una fotografia del deserto di sale con le montagne alle spalle. Poi c'è il mio amore per Richard Misrach con i suoi Desert Cantos, con molte foto di Bonneville e della pianura di sale: è diventata una specie di ossessione e appena ho potuto, l'estate scorsa ci sono andata. Dovevo essere per lavoro a Denver, mi sono ritagliata una settimana, così con un'ora di volo ero a Salt Lake city e con una macchina a nolo ho percorso sola con me stessa l'interstate 80 sino a Wendover, al confine col Nevada, tutto appunto lungo il lago salato.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Mi piacerebbe farne una mostra e magari un piccolo libro auto-prodotto. Non c'è una destinazione ottimale. E' un progetto personale che porto avanti, fa parte di una serie più ampia di foto di viaggi che chiamo "Transamerica".
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Sono in pensione e ho abbastanza tempo, famiglia permettendo. Ho un compagno, ottimo fotografo della generazione di "Viaggio in Italia", Carlo Garzia da cui ho imparato molto. I miei viaggi per lavoro si sono molto ridotti, ma quando posso parto con piacere. La fotografia è una buona parte della mia vita attuale.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Penso che si stia sviluppando una generazioni di nuovi fotografi ma che stenti a decollare per ragioni ambientali e culturali, ma gli spazi per esporre sono troppo pochi.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Mi piacerebbe fare altri bei lavori e spero di riuscirci (l'autocritica nel bene e nel male non mi manca).
Galleria "Wendover, Utah"
Wendover, Utah

Il mio progetto è un'analisi di Wendover, paese al confine tra Utah e Nevada. Ci si arriva da Salt Lake City con l'Interstate 80, lungo le sponde del lago salato e poi attraverso il deserto di sale. Arrivando si incontra prima Bonneville, sede di gare di velocità per prototipi lanciati sulla pianura perfettamente orizzontale. Nel paese situato per metà in Utah e per metà in Nevada (West Wendover) hanno costruito un certo numero di casinò ed è tutt'ora in espansione. C'è un quartiere di casette borghesi e uno povero dei lavoratori messicani, impegnati nelle costruzioni e nei sotto-lavori, e poi c'è l'aeroporto. Non è un aeroporto qualsiasi, funziona ormai pochissimo, è militare ed è stato, nella seconda guerra mondiale, sede dei bombardieri B-29 che hanno lanciato le atomiche sul Giappone. C'è un grande spazio in abbandono con le baracche dei soldati (20.000 durante la guerra) e un museo, per me un po' sinistro, che inneggia e glorifica le atomiche lanciate sul Giappone.
Biografia
Alberta Zallone è nata e risiede a Bari. E' stata docente di Istologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bari e ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionale per la sua attività scientifica nel campo del metabolismo osseo. E' tra i soci fondatori de "La Corte" - Fotografia e ricerca. Pur avendo sempre fotografato per interesse personale, ha esposto per la prima volta nel 2012 "Cieli americani" curata da Marilena Bonomo, presso "La Corte" - Fotografia e ricerca. Nel 2016 ha esposto presso la galleria Museo Nuova Era "Quelle stanze", un lavoro centrato sulla memoria familiare, nel quale ha fotografato ambienti e oggetti della casa di famiglia. Ha partecipato alla collettiva "A Mola" (12/01 - 12/02 /2018) tenutasi nell'Artoteca dell'Alliance Française di Bari nella quale insieme ad altri autori ha fotografato gli aspetti contraddittori di questo paese dell'area metropolitana di Bari.

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