Alessandra Calò

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Alessandra Calò
Che cos'è per te la fotografia?
Un metodo per comunicare stati d'animo.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Il mio sguardo è proteso in avanti, attraverso un viaggio nel passato - personale o altrui - lo alimento attraverso ricordi, racconti, ricerche, sopralluoghi.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Il tema della memoria, del ricordo o della paura di dimenticare sono il mio filo conduttore.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Nasce nel 2009, quando decido di raccontare la mia storia attraverso immagini prese dall'album di famiglia. Con un intervento di sovrapposizione, creo un alterazione dell'immagine per simulare la fase in cui i miei ricordi si allontanano, si affievoliscono o si trasformano in un’ idealizzazione degli eventi, senza conservarne dimensione reale.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Gallerie, pagine di libri, pareti di un collezionista di ricordi...Mi piacerebbe che chiunque, guardando questo album, potesse riconoscersi in qualche ritratto.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Lavoro per evadere la vita quotidiana...mai viceversa.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Se cerco "Fotografia Italiana Contemporanea" su Google, vengono fuori fotografi degli anni 70. C'è qualcosa che non va...
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Non perdere la memoria.
Galleria "NDT"
Biografia
N. 1977. Dal 2008 fotografa, prendendo parte a Festival Fotografici (Savignano Immagini, Fotografia Europea, Colorno Photolife), mostre collettive (Spazio Gerra, Fondazione Palazzo Magnani, Tecnopolo, Musei Civici Reggio Emilia) e mostre personali in Italia e all'estero (Berlino, Parigi).
Alcune sue opere sono state scelte e pubblicate su riviste internazionali (MarieClaire, ElleDecoration UK, Schoner Vohnen, Nest). Ha al suo attivo collaborazioni con artisti italiani e stranieri.