Anna Mainenti

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Anna Mainenti
Che cos'è per te la fotografia?
Un mezzo per creare una nuova realtà.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Guardo il mondo attraverso uno sguardo più naturale possibile, uno sguardo animale. Mi piace ritrovare nelle persone la loro anima primordiale e osservare le dinamiche comportamentali e comunicative degli animali e comparare le stesse all'uomo. Amo la fotografia ritrattistica antropologica e me ne nutro con curiosità e inestinguibile golosità.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Le tematiche a cui sono legata sono spesso connesse alla natura e al rapporto dell'uomo con essa. Credo che la riscoperta da parte dell'umanità del suo lato animale possa essere la svolta necessaria al miglioramento della società attuale. Sono molto attenta a coltivare il mio lato animale mixandolo alla ricerca di una convivenza con le dinamiche sociali che esige il mio lavoro, la tutela dell'ambiente e l'equilibrio di questo con la società moderna sono un argomento a cui dedico molta attenzione, fa parte di me e del mio lavoro.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Il progetto nasce a Novembre 2013, e rappresenta la mia intima visione del rapporto cane-padrone, un legame intimo e forte che unisce nell'anima e nella quotidianità due specie creando una speciale simbiosi. Il rapporto dell'uomo con il cane avvicina e facilità la relazione, l'avvicinamento e la comprensione da parte dell'individuo ai meccanismi della natura. Essendo l'animale più vicino e ormai completamente integrato alla nostra società il cane gioca un ruolo fondamentale nel futuro dell'uomo perché grazie alla sua presenza diventa un simbolo per richiamare l'attenzione su ciò che è necessario migliorare nella nostra società per quanto riguarda l'ambiente e la tutela del pianeta, è baluardo dell'evoluzione della ricerca medica (antivivisezionista) e specchio della società in cui vive (sia per aspetti positivi come la tutela e il rispetto dei più deboli, sia per quelli negativi come la privazione della libertà e l'assenza di responsabilità civile (randagismo, abbandono,etc).
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Questo lavoro ha sicuramente una forte impronta artistica ma credo che possa prestarsi anche a campagne di sensibilizzazione per la tutela dell'ambiente e degli animali. Le immagini che creo sono forti e possono impressionare ma attirano molto l'attenzione del pubblico fungendo da mezzo di coinvolgimento per approfondire diverse tematiche sociali.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
La mia vita è strettamente legata al mio lavoro che ovviamente occupa la maggior parte del mio tempo. Condivido la mia vita con i miei animali oltre che con la fotografia e come è palese dalle mie opere le due cose si influenzano molto. Se non avessi avuto i miei cani probabilmente non avrei mai creato queste immagini. Sicuramente dopo questo progetto guardo loro con occhi diversi anche se la mia vita è diventata più frenetica cerco sempre di dedicargli il massimo possibile delle mie attenzioni e loro si adattano con molta gentilezza alle dinamiche non sempre regolari della mia vita professionale. Questa simbiosi si trasforma in ispirazione e indagine personale, essenziale per il mio lavoro e per creare immagini coerenti tra un progetto e l'altro.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Penso che in Italia la fotografia artistica sia ancora sottovalutata. Sicuramente all'estero ci sono più possibilità professionali ed è un peccato. L'impostazione classica della nostra cultura non rende facile l'accettazione l'opera d'arte come pezzo "riproducibile", siamo abituati all'unicità di pittura e scultura e la riproducibilità della fotografia credo che sia considerata come declassante. L'Italia dovrebbe imparare a considerare l'unicità dell'idea e non dell'oggetto, non possiamo abbandonare i secoli di cultura artistica che abbiamo alle spalle, ma accorgerci che non è solo nel passato la nostra ricchezza.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Per il 2014 voglio portare il mio progetto in Nord Europa e organizzare degli shooting fotografici in varie città. Sto lavorando anche ad altri progetti che intendo promuovere in futuro, ma la mia maggior attenzione al momento è concentrata sui Ritratti Ibridi.
Galleria "Ritratti ibridi"
Biografia
Anna Mainenti nasce nel 1982 a Verona. Si laurea a pieni voti nel 2007 all’Accademia di Belle Arti “G.B. Cignaroli” seguita fin dall’inizio del percorso di studi dal fotografo Mauro Fiorese. La passione per la fotografia la porta a collaborare, dapprima come stagista e poi come assistente, con il fotografo Marco Ambrosi da cui apprende l’uso professionale di Photoshop. Sperimenta varie metodologie di immagine partendo da semplici ritratti di cani recuperati e salvati dai canili lager del Sud Italia. Il progetto nominato Fuori dalla Gabbia. In continuo studio, perfezionamento e ricerca di una comunicazione personale e emozionale, in seguito, esplora il mondo del ritratto in chiave di “evoluzioni, unendo la sua passione per la tecnologia con quella per la natura e gli animali. Nascono così i Ritratti Ibridi, esseri reali e uniti da sempre nello spirito da una convivenza inscindibile che ha origini primitive”.