Antonella Di Girolamo

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Antonella Di Girolamo
Che cos'è per te la fotografia?
Libertà e curiosità, o meglio, la libertà di poter essere curiosa.
Mi sento libera perché organizzo il mio lavoro in maniera totalmente autonoma e soddisfo la mia curiosità perché la fotografia è la mia “scusa", il mio "alibi” per avvicinarmi a differenti mondi ed esserne accettata.
Parallelamente è anche il mio lavoro.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Sono un po’ come un treno che viaggia su due binari.
Alcune volte mi piace nutrirmi ascoltando le storie e la vita intorno a me, visitando mostre, andando al cinema, osservando il lavoro degli altri su internet, altre volte cammino molto, ascoltandomi.
E come per i treni, gli scambi dei binari mi permettono di andare lontano.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Quando fotografo per dar vita ad un mio progetto, l’idea arriva sempre da un bisogno personale, e approfitto dell’aspetto catartico della fotografia. Se invece fotografo per lavoro cerco di privilegiare la comunicazione del messaggio fotografico.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Fortunatamente le idee possono svelarsi quando meno te lo aspetti. Ed è successo così: durante una passeggiata. Ero con il mio caro amico Andrea e come ogni lunedì mattina ci siamo visti per la pausa-caffè. In quel periodo, cinque o sei anni fa, il superenalotto metteva in palio ben 150 milioni di euro. I telegiornali e la stampa parlavano di file interminabili ai tabaccai. Sembravano tutti decisi a diventare milionari e, così, anche noi abbiamo voluto tentare la sorte. Gioco il mio euro, mi volto verso il mio amico e gli dico“ se vinco mi compro l'appartamento accanto al mio, così mi allargo un po'”. Lui, più esperto di grandi cifre, mi riporta alla realtà e mi fa notare che con quella somma avrei potuto comprare tutto il palazzo. Non ho vinto quei soldi ma da quel momento, da quella frase e da quella che sembrava una pausa-caffè è nato il mio progetto. Ho ripreso la calcolatrice in mano e ho giocato con gli amici, chiedendo loro in quanto tempo ipotizzavano di poter guadagnare, non risparmiare, un milione di euro.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
E’ stato esposto a Roma e le reazioni sono state molto interessanti, mi piacerebbe farlo diventare una mostra itinerante, perché ho visto che questo “gioco” stupisce e non lascia indifferenti e stupirsi fa bene alla salute.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Totalmente, la fotografia è la mia passione e la mia passione è la mia vita.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Credo che fotografia italiana goda di ottima salute. L’avvento del digitale e di internet ha moltiplicato in maniera esponeziale sia la produzione fotografica che la visibilità, dobbiamo faticare un po’ di più per riuscire ad individuare lavori di qualità nel mare magnum sia italiano che mondiale.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Continuare a fotografare…liberamente…continuare ad essere contenta.
Galleria "Apparent Million Age"
Quante vite per guadagnare un milione di euro?
31 volti di persone comuni rispondono alla domanda con calcoli alla mano, mettendo a disposizione i loro dati sensibili.
Apparent Million Age è un gioco matematico.
Sentiamo continuamente parlare di milioni di euro: megastipendi, vincite, evasioni…tanto che la cifra è diventata quasi familiare e, perché no, anche potenzialmente raggiungibile.
Ci sentiamo tutti partecipi di questa giostra milionaria che in realtà non ci vede giocatori ma semplici spettatori, incapaci di misurare realmente una tale cifra.
Ho iniziato a quantificare un milione di euro, non con beni extralusso così lontani dalla quotidianità dei più, ma con qualcosa che tutti noi conosciamo molto bene: il nostro lavoro e il nostro tempo.

I ritratti sono infatti affiancati da calcoli che mostrano quanti anni impiegherebbe ognuno di loro a guadagnare un milione di euro, se le loro condizioni lavorative rimanessero invariate nel tempo, e quantificato in vite lavorative (circa 35 anni di lavoro).
È chiaro che questo progetto non vuole essere un'indagine statistica o una ricerca sul lavoro.

È piuttosto un invito al ritorno verso la giusta percezione del denaro tramite un semplice gioco matematico a cui tutti possono partecipare, perché quelle persone siamo noi, gente comune con stipendi 'normali'. Chi guarda può individuare il proprio salario, sostituirsi al soggetto e prendere parte.

Il calcolo
• Stipendio mensile x 12 = stipendio annuale
• 1.000.000 euro : stipendio annuale = anni di lavoro
• anni di lavoro : 35 anni (media lavorativa di una vita) = vite di lavoro x 1 milione di euro
Biografia
Antonella Di Girolamo si diploma in fotografia presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e tv “ R. Rossellini” Roma.
Diventa fotogiornalista e lavora da circa 20 anni nel mondo dell' editoria italiana e straniera, inizialmente rappresentata da diverse agenzie, Sintesi, Grazia Neri e AGF. Attualmente continua l’attività di fotogiornalista freelance per giornali e riviste nazionali e internazionali, autonomamente, con il proprio archivio online, http://openversus.photoshelter.com/ Fa parte dell’archivio collettivo buenaVista photo.
Parallelamente si dedica all’insegnamento della fotografia presso l’Upter, Università Popolare di Roma.

Un pensiero su “Antonella Di Girolamo

  1. Sinceramente trovo geniale l’idea di Antonella di Girolamo di esprimere con la fotografia un concetto così importante come la “giusta percezione del denaro” in un mondo come il nostro dove il valore del denaro è spesso sottostimato, soprattutto nei riguardi di quelle persone che con stipendi ridicoli devono far fronte alle esigenze quotidiane personali e della famiglia.
    Complimenti1

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