Claudia Borgia

Behind. Cohabitation.
Claudia Borgia
Che cos'è per te la fotografia?
Attraverso la fotografia esploro mondi che forse da sola non riuscirei ad attraversare. Mondi vicini e lontani, ma anche universi di emozioni. Domandarsi il perchè delle cose e iniziare a camminare con la macchina fotografica come compagna.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Sono partita dai grandi maestri della fotografia, poi la pittura, la musica, il teatro. L'immaginario è ciò che alimento lo sguardo, le emozioni, la curiosità. Ma soprattutto sempre tanto studio.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Parto da me. Il mio primo piccolo progetto è stato sulle giovani femministe romane. Non sapevo nulla di femminismo, ma mi sono domandata se c'era qualcuno che lottava, anche per me. Da lì, ogni progetto, lo affronto partendo da una domanda o da un'analisi che faccio a me stessa. Così è stato per Behind, quando dai tempi dell'università non riuscivo a togliermi dalla testa l'idea che l'Iran che fosse un posto pericoloso. Mi sono domandata se fosse vero e potevo saperlo solo vivendolo e capendolo.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Quando ho iniziato a desiderare di capire l'Iran si sapeva ancora poco di questo paese. Mi ricordavo dall'università che ci veniva dipinto come uno stato pericoloso, islamico estremista, sciita. Volevo capire. Per farlo ho chiesto aiuto a un'amica iraniana, lei mi ha consigliato di iniziare proprio dalla religione, per poi esplorare il resto. Ho studiato il persiano, i riti religiosi, ho scritto il progetto. Ho capito che è fondamentale scrivere, mettere nero su bianco cosa si sa, cosa ci si aspetta e quale risultato si vuole raggiungere. Aiuta nel rapporto con il progetto stesso e con le persone che si incontrano e che si vogliono fotografare.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Mi entusiasma comunicare ciò che conosco e che mi tocca emotivamente. Questo lavoro, che continuo, è un reportage, quindi vorrei che fosse visto in questo modo.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Il lavoro influenza la vita quotidiana in ogni momento. A volte apro gli occhi, vedo la luce su una scena e scatto una fotografia.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
MI piace. Amo vedere qualsiasi tipo di immagine per trarre ispirazione, per emozionarmi e per capire in quanti modi si può raccontare.


Quali aspirazioni hai per il futuro?
Essere libera, anche se questo mi farà continuare a lavorare come cameriera.
Galleria "Behind"
Behind è un progetto iniziato nel 2012 con l'intento di scoprire un paese conosciuto per gli antichi splendori, ma raccontato come uno dei più pericolosi al mondo dopo la Rivoluzione Islamica, che nel marzo 1979 trasformò la monarchia del paese, in una Repubblica Islamica: l'Iran.
Il progetto racconta la vita quotidiana, i riti di commemorazione per l'Imam Hossein (martire dell'Ashura), i momenti di preghiera e le feste private di persone, religiose e non religiose, che sembrano viaggiare su binari paralleli.
Attualmente circa il 65% della popolazione iraniana ha meno di 25 anni. Nati dopo la Rivoluzione Islamica, molti giovani non si riconoscono in quei valori. Piena di desideri e di speranze, ma con un atteggiamento che sembra mesto e pacato, questa parte della popolazione vive perseguendo i propri sogni: amare, cantare, ballare, scrivere, sfilare e girare il mondo.
Oggi, dopo 36 anni di chiusura, odio, paura indotta e sanzioni che hanno di fatto impoverito il ceto medio, l'Iran è riconosciuto come ago della bilancia della geopolitica mondiale. Gli Usa hanno iniziato a dialogare con la Repubblica Islamica dell'Iran fino ad aprire all'accordo sul nucleare. La simbologia di questo accordo però, è forse più forte delle conseguenze pratiche che può generare e questo lo sanno per primi gli iraniani: i giovani che sognano, per esempio, di girare il mondo o di studiare all'estero ma che continuano a non poterselo permettere perché l'inflazione, causata dalle sanzioni, quadruplica qualsiasi costo. Inoltre l’ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema, di fatto è un conservatore e non vuole che l'apertura sul nucleare crei aspettative in tema di libertà politiche e culturali.
Dall'altra parte, i giovani che vivono secondo i dettami del Corano, trovano la felicità in Allah, nella devozione che li porterà in paradiso, nella famiglia e nell'amore. Le giovani donne religiose, in particolare, credono nell'importanza della rilettura del Corano e trovano in essa la parità, a differenza di una interpretazione di stampo patriarcale che le pone in una posizione di subordinazione. Forse la ricerca della felicità li accomuna tutti. Di sicuro gli iraniani sono accoglienti e tutti sono preoccupati delle conseguenze che una cattiva propaganda ha sulla loro immagine. Non a caso la domanda più ricorrente che viene rivolta agli stranieri è: “what do you think about Iran”.



Biografia
Claudia nasce a Roma nel 1975. L'aria rivoluzionaria degli anni '70 le germoglia dentro, ma solo nel 2009 molla tutto. Abbandona l'amata carrozzeria di famiglia, si rilegge la tesi sul diritto d'asilo discussa alla facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza e cerca un connubio tra la passione per la storia contemporanea, il desiderio di esserne testimone e la fotografia. Imparare a fotografare frequentando la scuola di fotografia Graffiti, seguendo vari workshops e iscrivendosi al master in foto-giornalismo dell'ISFCI. Decide di documentare la realtà che la circonda, ma anche il resto del mondo, per arricchirsi e arricchire. Predilige le storie di donne di ogni sesso, razza e religione, perchè con loro conosce se stessa. Ha pubblicato su A, The Guardian e altre piccole testate straniere. Nel 2013, con il reportage “Ashura” arriva seconda a Fotoleggendo; nel 2014 riceve la menzione d'onore ai concorsi IPA e MIFA. Dal 2016 collabora con l'agenzia LUZphoto.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>