Claudia Romiti

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Claudia Romiti
Che cos'è per te la fotografia?
E’ un aggettivo che mi descrive come essere umano. Non ho molte certezze per definirmi, ma so di essere una fotografa anche senza la macchina fotografica. Vedo il reale e non, come uno scatto che non finisce mai, è un’osservazione profonda dove il tempo si annulla e le istanze precipitano, è una ricerca, un bisogno dell’anima, non tanto per avere risposte certe, ma per conoscere aspetti celati, che richiedono pazienza, sintonia e comprensione. Solo con tanta disponibilità il nascosto si rivela. Solo in quel preciso istante si crea la magia dell’unione tra me e quello che è tutto attorno a me.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Il mio sguardo si alimenta non sorvolando su ciò che vede. Nella mia mente si creano istantanee, come se mettessi dei punti, che servono per tornare ed approfondire. Non sorvolare è la mia costante. “…L’uomo non possiede già, tutt'intera la verità, altrimenti non la cercherebbe e neanche la ignora completamente, ma la porta con sé a titolo di "ricordo", ovvero sotto forma di un patrimonio che egli è impegnato ad esplicitare all'infinito”. Platone
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Le tematiche da me scelte sono in forte sintonia con le mie riflessioni e osservazioni. Ascolto ciò che è fuori e ascolto me stessa, unendo queste due, nascono le mie tematiche.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Solitamente non partecipo a concorsi, ma questo mi aveva incuriosito per la tematica.
Il tema era il ricordo, tema assai complesso, difficile. Così, mentre riflettevo, mi sono vista nell’archiviare le mie immagini nelle cartelle della mia scrivania / Desktop. Dal quell’istante il progetto è stato immediato. Il ricordo e la memoria oggi si trova nella rete. Cosa che non accadeva fino a qualche decennio fa. Il ricordo va nella rete quasi istantaneamente, non rimane più chiuso in un cassetto, per questo ho voluto dare alle immagini un sapore di passato rifacendomi alla luce della pittura del 600. Passato e presente immediato si mescolano in una nuova dimensione.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Sicuramente, visto la sua natura, sta benissimo nel mondo virtuale, quindi blog-siti ecc, tuttavia anche una location reale penso ospiterebbe molto bene “Desktop”. Il dinamismo della rete sarebbe sostituito dal dinamismo della presenza del pubblico.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Penso di aver risposto a questa domanda nel punto 2.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Penso che ci siano tanti bravi fotografi, ma la difficoltà nel trovare uno spazio per far conoscere il loro lavoro fa sì che questi talenti ci siano nascosti. Alla fine per non rischiare, chi deve investire sceglie sempre il nome altisonante, quello che da certezza apparente d’incassi. Alla fine la fotografia in Italia è diventata noiosa, segue la tendenza di turno e ben poco si espone in termini d’idee.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Mi piacerebbe sviluppare tematiche in collaborazione con altre persone per ampliare una visione e fornire una comunicazione intensa.
Galleria "Desktop"
Biografia
Claudia Romiti (Massa 1969) ha frequentato l’istituto d’Arte. Inizia a fotografare a metà degli anni novanta come assistente presso uno studio fotografico a Prato. Per tre anni si dedicherà alla fotografia commerciale, ma nel 2000 inizierà un’indagine profonda sul suo sguardo, quanto incide la percezione e l’abitudine visiva nel vedere il mondo di cui fa parte, inserendo in questa analisi la passione per la filosofia che la porterà a dar risalto all’ambiguità, insita in ogni cosa, persona e contesto. Oggi il suo modo di operare la colloca nel territorio del reportage e allo stesso tempo in quello della fotografia di ricerca. Il suo lavoro è stato pubblicato da numerosi magazine. Ha collaborato con Marie Claire, ed ha pubblicato il libro d’autore ri-Africa, in collaborazione con FNAC Italia. Ha esposto in tutta Italia e all’estero.