Francesca Occhi

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Francesca Occhi
Che cos'è per te la fotografia?
Dal mio punto di vista la fotografia è cultura, è la concretizzazione visiva di un pensiero.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Traggo ispirazione da qualsiasi cosa, senza pregiudizi. Amo cibarmi di ogni tipo di informazione, dai quotidiani on line, ai libri, film, mostre, progetti fotografici… In generale credo che il mio sguardo si concentri soprattutto sul non fotografico, ma venga restituito agli altri grazie alla fotografia.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
La parte iniziale è spesso del tutto casuale. Le trovo mentre faccio le cose più diverse: sono al computer, leggo un libro, cammino per strada… Devo essere colpita e completamente assorbita da qualcosa. Nella fase successiva cerco di andare in profondità, mi documento. Credo che la parte fondamentale di un progetto sia sempre la ricerca.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Il progetto è nato durante il corso tenuto da Mario Cresci nel corso di fotografia all’Isia di Urbino. Il tema era libero e io ho deciso di concentrarmi sull’emancipazione femminile, essendo un tema a me molto caro fin da quando sono piccola e purtroppo ancora molto attuale.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Mi piacerebbe fosse qualcosa di cartaceo, palpabile e credo che la migliore soluzione sia un piccolo libro fotografico accompagnato da testi, magari coinvolgendo donne che hanno subito violenza. Non escludo comunque il canale del web, per la sua capacità di arrivare in brevissimo tempo a chiunque. Lo trovo molto democratico.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Credo ci sia una completa fusione fra la mia vita e il mio lavoro fotografico. Il mio percorso da designer mi ha insegnato ad escludere l’autorialità, a far corrispondere alla forma solamente la funzione, ma non è così con la fotografia nella quale mi immergo e mi rispecchio completamente. Attraverso la fotografia scopro come sto cambiando, riesco a vedermi.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Faccio ancora fatica a misurarmi con gli altri, vedo molti progetti che mi affascinano moltissimo visivamente, ma abbastanza poveri di senso. Come in quasi tutti i campi spesso si seguono delle mode che però sono devianti e controproducenti al progetto. Di positivo vedo una gran voglia di fare e molto entusiasmo, soprattutto da parte dei giovani, nonostante il periodo cupo che stiamo attraversando.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Lavorare nel campo della fotografia e avere abbastanza tempo libero per poter leggere un libro.
Galleria "Violata"
Biografia
Nata nel 1988 in provincia di Ferrara. Laureata nel corso di laurea triennale in disegno industriale presso l'Università degli studi della Repubblica di San Marino (dipartimento della IUAV di Venezia). Attualmente laureanda nel biennio specialistico in grafica delle immagini con indirizzo in fotografia dei Beni Culturali presso l'Isia di Urbino in cui ha frequentato corsi con Guidi Guidi, Mario Cresci, Luca Capuano, Antonio Manta, Marianna Santoni etc. e un workshop fotografico con Franco Vaccari. Sempre in ambito universitario ha esposto al Mia Fair 2013 e al Si Fest 2013, mentre nel 2012 ha inaugurato la sua prima personale fotografica.