Laura Lomuscio

Laura Lomuscio 02
Laura Lomuscio
Che cos'è per te la fotografia?
La fotografia è un mezzo per esprimersi, così: il pennello, il teatro, il canto o la parola. Ecco, è un modo per scrivere storie: la propria, quella di altri, oppure ne inventa una. Quando non è fedele alla realtà, la trovo a me più affine. La fotografia è una grande scoperta che talvolta riserva meraviglie. Quando ti capita di incontrarne una, di meraviglia intendo, puoi ritenerti fortunato.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
La dieta è equilibrata, ma solo per necessità. In generale potrei nutrirlo con poche cose soltanto, fino allo sfinimento. Poi cerco a fatica di non tornare più sui miei pasti.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Spesso sogno ciò che m'interessa approfondire, a volte invece tutto capita per caso.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Passeggiando vicino casa ho visto un pesciolino nuotare in uno specchio d'acqua: mi ha ipnotizzata. Era presto, prestissimo al mattino. Ho ripetuto lo stesso percorso ogni giorno, scoprendo di avere scritto una storia proprio sul finale. E' stata una grande sorpresa. Ci ho creduto e il resto è venuto da sè. La leggenda narra proprio questo:
una carpa risalì la corrente del Fiume Giallo, giunse alla porta del drago e la varcò senza esitazione. Gli dèi, impressionati da tanto coraggio, la trasformarono in un grande drago.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
.Prima o dopo sarà un libro, una piccola antologia acquatica. E' stata la mia prima personale di fotografia, una collettiva poi e, infine, le mie immagini accompagneranno i versi di Carlo Tosetti per la rivista L'EstroVerso.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Potrebbero altrimenti?
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Troppo di tutto, ogni tanto devo chiudere gli occhi. La democrazia digitale ha reso accessibile l'inaccessibile: un universo intero. Bellissimo, ma a volte devo spegnere la luce e chiudere tutto fuori dalla stanza. Tranne i gatti.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Produrre anticorpi.
Galleria "Koy"
Koy è un’istantanea onirica che racconta un regno acquatico. E' un progetto legato visibilmente all’illustrazione, che si avvale, però, del mezzo fotografico per esprimersi. La fotografia è fiabesca.
Le atmosfere fluttuanti, mobili e imprecise, conferiscono alle immagini una spinta oltre i limiti del reale e abbracciano l’imprecisione del sogno. Con il linguaggio fotografico, Koy, gioca con le rifrazioni della luce e sposta i confini delle cose e del mondo, ridisegnandoli sotterranei, incompiuti, attraversati da presenze incorporee fuse nell’ambiente circostante.
Biografia
Laura Lomuscio. Nata a Milano nel 1976, in settembre. Inizia gli studi di teatro e di canto a sedici anni, allieva di un uno dei fondatori della ‘Comuna Baires’, Edgar Dario Gonzalez, sino all'esperienza più significativa di formazione attoriale a cura di Raul Iaiza, assistente di Eugenio Barba. La passione per il teatro ha accompagnato il suo percorso sino all'incontro con la fotografia e, più precisamente l’immagine, avvenuto in età più adulta. Amante dell’illustrazione e della poesia, ha realizzato i testi del progetto “Matite oniriche” nel quale dialogano illustrazione e fiaba in versi. “Il mezzo fotografico ad oggi, più di ogni altro, mi consente di pensare per immagini e costruire mondi dissimili da quello visibile”. Vive e lavora a Milano.

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