Luigia Giovannini

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Luigia Giovannini
Che cos'è per te la fotografia?
E' incontro e conoscenza di persone e del territorio. Un mezzo per avvicinare, con un'ottica di osservatrice curiosa, problematiche e realtà a me sconosciute
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Sono una camminatrice. Amo andare in giro per la mia città a piedi e cerco sempre di osservare quello che mi succede intorno. Sfoglio libri e riviste di fotografia, cerco di non perdere le mostre. Il cinema è un' altra fonte di indagine visiva mentre i romanzi aumentano l'immaginazione rispetto alle possibili storie.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Scelgo i temi per caso, perché qualcosa mi ha colpito e corrisponde ad un pensiero che mi frullava nella testa già da tempo. Cerco di approfondire il tema, di crearmi occasioni di incontro con le persone coinvolte con cui cerco di stabilire una relazione.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Tutto è accaduto un po' per caso. Avevo una curiosità verso la boxe e indagando ho scoperto la passione e la forza di volontà delle ragazze che praticano questo sport a livello agonistico. Ho iniziato a frequentarle, ad andare ai loro raduni di allenamento ed a qualche match. Mi sono coinvolta. Mi trasmettevano una freschezza ed un'energia rari. Ho deciso di andare avanti e le ho seguite nelle trasferte e nei loro training anche a livello nazionale. Ho cercato di allargare lo sguardo anche al contorno: arbitri, giurie, pubblico. Un mondo di appassionati molto interessante. Delle atlete volevo mostrare il loro lato femminile, sempre presente, anche nei momenti più duri degli incontri. La mia è la generazione del femminismo storico e in queste ragazze ho visto le donne nuove libere di fare le loro scelte senza condizionamenti di sorta.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Ho iniziato pensando ad una esposizione che potesse trasmettere il senso della loro forza e femminilità, ma credo potrebbe essere un lavoro adatto anche per l’editoria.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Ho la fortuna di avere tempo a disposizione visto che alla mia età gli impegni familiari sono meno pressanti. Mi sento molto libera nella scelta di tematiche da trattare e nel tempo da dedicare a questa bellissima passione.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Trovo che ci siano autori italiani straordinari. Soprattutto nel campo del fotoreportage ci sono autori che seguo con molto interesse per l’elevatissima qualità delle foto e capacità di individuare storie interessanti.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Non sono mai completamente soddisfatta dei miei risultati. L’unica aspirazione che ho è quella di migliorare.
Galleria "Ragazze sul ring "
Sono stata per molti anni impegnata in attività di volontariato sui temi della emancipazione e della valorizzazione delle donne ed ho voluto collegare questa esperienza con la passione fotografica costruendo un progetto sulle atlete che si cimentano in discipline che solo da pochi anni sono praticate anche dalle donne con l’obiettivo di raccontare la specificità dell’interpretazione femminile di sport considerati, per caratteristiche psicologiche e fisiche, storicamente maschili. Volevo quindi documentare motivazioni e comportamenti delle atlete per esprimere, con le immagini, gli aspetti della loro femminilità e della loro quotidianità di donne.
Biografia
Vivo a Roma da moltissimi anni ed ho lavorato a lungo presso le istituzioni statali. Sono sposata ed ho un figlio ormai adulto. La fotografia mi ha sempre incuriosito molto ma solo negli ultimi anni ho iniziato a praticarla anche come mia personale forma espressiva. Ho frequentato corsi di fotografia ed ho partecipato a workshop e viaggi fotografici con maestri cui sono grata per le competenze che mi hanno trasmesso.

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