Maria Nives Urbinati

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Maria Nives Urbinati
Che cos'è per te la fotografia?
Un modo per sfuggire alla realtà ma nello stesso tempo di rappresentarla, l'esigenza di fermare in uno scatto quello che più mi rappresenta.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Il mio sguardo è quello della pittrice, abituata da piccola alla ricerca e composizione di ciò che soddisfa il mio senso estetico.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Vorrei saper rappresentare i sentimenti delle persone, i legami affettivi, di amicizia, i disagi degli anziani, le azioni di vita quotidiana che formano e raccontano piccole storie.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Non ho mai pensato alla fotografia singola ma a serie di fotografie, spesso gruppi di quattro. Quando ho deciso di fare il grande passo, cioè di passare al racconto fotografico ho deciso di seguire un workshop e subito dopo la decisione di mettermi in gioco raccontando i miei sentimenti. É stato semplice, ho raccontato una giornata qualsiasi di mio padre, che accudisco e curo da sola, prediligendo quelle situazioni che mettono in mostra il suo carattere dal mio punto di vista, ma sempre quelle che me lo rendono più caro.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Non credo che il mio portfolio potrebbe avere una destinazione diversa da quella dell'ambito personale e familiare perché troppo personale.
Potrei regalarle se richieste da un museo o associazione per anziani.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Stando tutto il giorno in casa con una persona anziana prediligo una fotografia intima, lenta nel senso che scatto poco, non fotografo tutto ma solo quello che mi interessa veramente.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Trovo che sia straordinaria, affatto morta come alcuni la dipingono, crogiolo di infinite possibilità e opportunità, da cogliere e sviluppare.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Fotografare e vedere quel che ne verrà fuori!
Galleria "padre"
Nel mio lavoro ho cercato di esprimere i miei sentimenti nei confronti di mio padre, raccontando la sua giornata che scorre tra piccole azioni quotidiane comuni a tutte le persone anziane. La sua non è una situazione di solitudine perché come si può capire viviamo insieme e lo accompagno e sostengo sempre. Non è come si potrebbe pensare un uomo triste, al contrario è sempre pronto alla battuta anche se a volte perde il filo del discorso e mi guarda, come se io dovessi continuare per lui, come abbiamo sempre fatto in simbiosi. Ho voluto rendergli omaggio e spero di essere riuscita a mostrare quella parte di lui che con il tempo da signorilità si è poi trasformata in grande dignità.
Biografia
Maestra d’arte, pittrice, ceramista forse per questo quando ho iniziato a fotografare nel 2000 durante il viaggio di nozze con la reflex di mio marito mi sono trovata subito a mio agio, nel 2003 ho comperato la prima Cyber-shot e appena uscita una Canon reflex 30D. Alla fine del 2005 consigliata da un amico di mio marito mi sono iscritta al Fotoclub Fano. Eletta poi segretaria ho organizzato mostre di piccoli gruppi privatamente e collettive. Nel 2008 sono stata nominata coordinatore artistico della provincia di Pesaro e del Fotoclub Fano. Nello stesso anno ho vinto l’8° concorso fotografico Obiettivo Fano “Angoli dimenticati”, poi ho lasciato gli incarichi per motivi di famiglia. Il 31 agosto 2013 a Sassoferrato in occasione di Face Photo News sono stata eletta autore dell'anno FIAF Marche 2013.

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