Michela Battaglia

Palermo Imploded
Michela Battaglia
Che cos'è per te la fotografia?
È un’urgenza, è responsabilità, è passione, è dedizione, è l’incapacità di sostenerne l'assenza, è ciò che desidero vedere invecchiare e continuare ad amarne anche i difetti.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Sin da bambina osservare è stato un gioco, i dettagli sono un rifugio. È lo scorrere della vita che alimenta lo sguardo. La musica, il cinema, la pittura e la letteratura sono ottimi compagni per gli occhi. Così come le fotografie dei maestri.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Fino ad adesso sono state le tematiche a scegliere me. Si sono palesate prepotentemente e mi hanno accompagnata a raccontarle per immagini, spesso tramite l'assenza. Una componente forte che ritorna in ogni progetto è la memoria, che sia storica o personale. La rabbia e l'amore. Il desiderio di insinuare dubbi e domande in chi osserva: cosa c’è, per esempio, oltre i margini? Cosa c'era e cosa potrebbe esserci?
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Palermo Implosa prende forma di progetto durante la primavera del 2012. È stato dormiente a lungo, alcune fotografie sono state scattate anni prima e hanno aspettato pazientemente che le ascoltassi. Così, passeggiando lungo la costa palermitana con l’amico e collega Andrea Campesi, ho scattato una foto che nel progetto non c’è, ma stampata 10x7 è sempre stata appesa sopra il computer. Questa mi ha fatto pensare all'ipotesi di fare un progetto su Palermo. Era un momento di crisi e sconforto, non riuscivo a completare il progetto Topografia della memoria. È dalle ceneri di quest'ultimo che è nato Palermo Implosa, ceneri che si sono animate dando forma a una raccolta di racconti.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Il desiderio è di farne un libro. Mi piacerebbe coinvolgere dieci palermitani, uno per ogni capitolo di Palermo Implosa, e chiedere loro di scrivere un racconto, una memoria, un aneddoto che parta da una mia fotografia. Vorrei anche che diventasse una mostra: una passeggiata per Palermo che possa diventare un momento di condivisione e di confronto. Palermo come spunto di partenza per una riflessione generale sullo stato del nostro Paese, sul degrado umano e urbanistico dilagante, sul disamore e sulla mancanza di solidarietà.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
In modo viscerale, c'è uno scambio continuo, uno alimenta l'altra.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Credo che i fotografi italiani stiano benissimo, è il contesto nel quale si muovono e si confrontano che è agonizzante.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Il futuro? “Il futuro é già passato e non ce ne siamo nemmeno accorti”. (C’eravamo tanto amati di Ettore Scola, 1974).
Galleria "Palermo imploded"
Biografia
Michela Battaglia, nata nel 1982, è palermitana di nascita, milanese d’adozione, newyorkese per pignoleria.