Michela Corbo

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Michela Corbo
Che cos'è per te la fotografia?
E' vita, è respiro, quando non fotografo vivo in apnea.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Gli input arrivano da tutto quello che mi circonda, dalle mie passioni, un libro, un film, un brano musicale, camminando per strada e osservando le persone, i luoghi, la luce, ma anche indagando me stessa.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Malinconia, paure, fantasie - sentimenti ed emozioni. Tutto ciò che genera in me particolari sensazioni; comincio a pormi domande, ad indagare e attraverso i miei progetti cerco di darmi delle risposte, di buttare fuori quello che fa male dentro.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
A ottobre sono stata due mesi e mezzo in Messico. Ho partecipato insieme a due amiche alla " Danza della luna" ; per quattro giorni donne di tutto il mondo si uniscono danzando ogni notte senza ne bere ne mangiare, un atto di depurazione e un sacrificio nei confronti dell' universo, un rituale derivante dagli Indiani d'America.
Attraverso questa esperienza devastante per il nostro corpo - questo sacrificio nei confronti della nostra madre terra - il pensiero si è rivolto verso il maltrattamento a cui la sottoponiamo , a quanto l'ambiente sia importante per l'uomo e come invece la società in cui viviamo ci induca a distruggerlo e ce ne distacchi sempre di più, a come tutti gli elementi siano collegati mentre l'uomo invece è concentrato sul proprio benessere, sull'individualità.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Amo i libri, il loro profumo, la sensazione che la carta rivela al tatto,
per me i libri sono oggetti preziosi, da custodire gelosamente. Quando
penso alla destinazione finale dei miei progetti il mio desiderio si dirige
principalmente verso pubblicazioni curate nei minimi dettagli - per "Nadja"
potrebbe essere anche una proiezione in una galleria con sottofondo alcuni
dei canti appartenenti alla danza, vorrei provare a rendere omaggio a quello
che mi hanno trasmesso queste persone attraverso questa esperienza.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Moltissimo, come ho già accennato nella seconda risposta. Quello che
accade nella quotidianità della vita alimenta i miei progetti,viceversa,
quando sono concentrata su un progetto vengo rapita e portata su un
altro pianeta. Le emozioni sono così forti e contrastanti che assorbono
tutta la tua energia togliendoti il tempo per occuparti di qualsiasi altra
cosa. E' un rapporto costruito da un'alternarsi di gioie e dolori, amore e odio, a volte fa molto male, ma vale la pena sopportare anche questo dolore.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Penso che sia un momento davvero difficile soprattutto per i fotografi
emergenti. Credo che l'attenzione verso la fotografia emergente sia molto
limitata, ma noto anche che nonostante le difficoltà, sono molti i "giovani"
che cercano con entusiasmo, di ritagliarsi un proprio spazio.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Vorrei poter dedicare alla fotografia ogni giorno - ogni ora - ogni istante
della mia vita.
Galleria "Nadja"
Biografia
Michela Corbo è nata a Genova nel marzo del 1979.
La sua passione per la fotografia nasce da bambina, un filo che la lega al padre; amava scattare ed è grazie a lui se ha imparato il valore e la potenza delle immagini.
Ha conseguito la laurea all' Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, frequentato diversi workshop fotografici e l' Accademia di fotografia John Kaverdash.
Con alcuni amici ha fondato il magazine R0P con lo scopo di dare spazio alla fotografia emergente. Il suo ultimo progetto Nadja è stato selezionato dalla Luz nella sezione avantgarde.