Michela Palermo

My Broken World, Irpinia, Campania, Italy, 2010. ### Il mio mond
Michela Palermo
Che cos'è per te la fotografia?
Credo innanzitutto la fotografia sia un linguaggio: viviamo in un mondo globale dove la cultura visuale - il saper leggere per immagini - sta diventando sempre più incisivo nel nostro quotidiano. Tutti fotografano, tutti sono fotografati: oggi come mai è alto il numero di immagini prodotte e consumate ovunque.
Per me è uno strumento: è la possibilità di commentare quello che vivo. E’ un modo per interrogarmi e suggerire delle questioni. E’ chiaramente una ricerca, perché per articolare il mio discorso, ho bisogno di superare quello che semplicemente osservo.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Prima di avvicinarmi alla fotografia, ho terminato i miei studi in Scienze Politiche, con una tesi impostata sugli Studi di Genere. Questo impianto teorico credo mi abbia aiutato a sviluppare una consapevolezza su quello che osservo e su come lo traduco attraverso il medium fotografico. Quello che mi nutre è quello di cui mi circondo: tutto quello che vivo contribuisce ad alimentare il mio sguardo e ad ampliare la mia visione.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Devo sentirmi connessa, in qualche maniera, a quello che decido di raccontare. Devo riconoscerne l’urgenza, per potermi dichiarare interprete di qualcosa che decido di fotografare. Scegliere le tematiche credo sia fondamentale per la ricerca. Non mi spaventa la possibilità di contaminare e di cambiare, perché io cambio e così le cose che catturano la mia attenzione.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Alla fine dei miei studi a New York, rientrare in Italia – fotograficamente parlando - è stato molto duro.
Dovevo capire daccapo – dopo un anno intensissimo – cosa mi interessava guardare e dove poter esercitare il mio sguardo. Nessun esotismo, nessuno luogo lontano dove andare: allora ho deciso di ripartire daccapo.
Ripartire da dove sono cresciuta, e da dove i miei occhi hanno iniziato a osservare. Questo è stato l’inizio; poi mi sono accorta che quello che raccontavo, non riguardava solo un mio sentire, ma poteva aiutarmi a leggere a più livelli il territorio e le sue trasformazioni. “My Broken world” rimane una lavoro personale, ma credo sia un interessante riflessione sulle trasformazioni del territorio, sul passaggio avvenuto in Irpinia, come altrove, da un Italia rurale a una condizione post-industriale.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Non credo esistano destinazioni ottimali: i lavori sono fatti per parlare a un pubblico più ampio possibile e questo lavoro, un pò per caso, un pò per merito, ha avuto diversi esiti. Certe volte mi piacerebbe tornare nelle scuole della mia provincia e spiegare a i ragazzi le ragioni del mio lavoro. Credo la memoria collettiva sia importante e mi auguro in maniera modesta di aver potuto contribuire a una riflessione su quello che è successo in Irpinia in seguito al terremoto del 1980.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Si intrecciano, continuamente. E di questo mi sento estremamente ricca.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Penso bene e penso male. Mi ritengo fortunata perché nel corso degli anni sono riuscita a trovare degli interlocutori validi che mi hanno aiutato a crescere, a sviluppare competenze professionali, e a continuare la mia ricerca artistica. Penso male, perché credo che in Italia non esista una reale attenzione per la fotografia emergente, e a volte mi rendo conto mancano tutte quelle figure istituzionali e non, fondamentali per una crescita autoriale.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Essere felice.
Galleria "My broken world"
Biografia
Michela Palermo è nata a Bagnoli Irpino nel 1980. Dopo la laurea in Scienze Politiche all’Università di Bologna, ha studiato fotografia a New York portando a termine nel 2008 il General Studies Program all’International Center of Photography. Nel corso degli studi all’ICP è stata nominata dal Director’s fellowship ed è stata scelta come Visiting Student presso L’Ecole Nationale Supérieure de la Photographie di Arles. Nel 2010 ha ricevuto il Terzo Premio come miglior Portfolio a Fotoleggendo e il Canon Young Photographer Award’11 / Camera della Moda. Nel 2011 ha avuto una Menzione Speciale a Motherland, Festival Internazionale FotoGrafia di Roma. Le sue immagini sono state esposte in mostre collettive sia in Italia che all’estero. Per i suoi progetti editoriali è rappresentata dall’agenzia OnOff Picture. Vive a Napoli, non sempre.