Novella Oliana

Camera a Sud_6
Novella Oliana
Che cos'è per te la fotografia?
Una missione, una necessità, un amore e spesso un mezzo per accedere a me stessa, per comprendere il mondo. Il mio percorso artistico non è stato lineare e la fotografia è stata per me una conquista, una forma di disciplina e dedizione, di fiducia che mi ha permesso di seguire la mie aspirazioni. E' una strada in salita che diventa improvvisamente uno scivolo verso la mia pienezza e realizzazione. Mi è servito molto coraggio per intraprendere il percorso che ho scelto e di cui sono orgogliosa, riorientare completamente la mia vita per dedicarmi alla ricerca, alla fotografia, al senso che l'immagine assume oggi nel mondo contemporaneo. La fotografia mi ha permesso di dare senso al mio interesse per la compresione di codici e universi culturali diversi che interagiscono con il nostro, in particolare quelli del Medio Oriente e del Mediterraneo. La fotografia mi permette di parlare le lingue che conosco in modo nuovo, mi educa a mostrare la complessità che mi abita in modo semplice.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Il mio sguardo non è mai vergine. Cerco un punto di vista preciso, personale che desidero emerga nei miei lavori. L'immagine per me è ricerca, apertura: non credo nei compartimenti stagni. La fotografia dialoga naturalmente con la scrittura, con la pittura e la scultura. Mi è rimasta molto impressa un'intervista a Jean-Luc Moulène, un artista francese, che sostiene che i fotografi sono gli scultori del futuro. Sono d'accordo: la fotografia non registra ma crea. La tridimensionalità dell'immagine fotografica come oggetto è qualcosa su cui sto lavorando ultimamente, insieme ad approcci che considerano l'immagine dotata di uno spazio proprio.
Per fotografare scrivo: tante liste (e su questo ci ho fatto anche un lavoro), parole, domande.
Non sono poi sicura personalmente che ci sia un preciso sguardo femminile nella fotografia, come forse in nessun altro campo. O meglio: c'è uno sguardo femminile che non dipende secondo me dal sesso dell'artista ma dal suo approccio.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Le tematiche che affronto sono in genere profondamente legate alla mia vita e alla relazione viscerale con certi luoghi. Mi trovo spesso a fotografare luoghi come se fossero persone e persone come se fossero luoghi o paesaggi. Spesso alcuni lavori sono la risoluzione di profondi conflitti interiori o una ricerca di un senso rispetto ad emozioni vissute. Ogni visione è pensiero. Sono molto attratta dal rapporto fra spazio intimo ed esterno e dalla loro interrelazione. Molto spesso parto dal chiedermi "come guardare?" piuttosto che "cosa guardare?" e penso: il punto di vista crea l'oggetto!
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Sono molto legata a questo lavoro, uno dei primi esperimenti più consapevoli di ricerca su un sentire preciso, un'intuizione che mi ha guidata verso un approfondimento personale del rapporto fra spazio interno e mondo fuori. Sono immagini che ho fotografato nel 2011 lungo la costa di Trani in Puglia, dove sono nata e dove ancora vive la mia famiglia. Era febbraio e ci sono stati alcuni giorni in cui il mare sembrava solido: potevo tagliarne una fetta e portarmelo a casa. Come per molti processi creativi ho fotografato inizialmente seguendo un'intuizione che poi ho verificato razionalmente, ho lasciato maturare per ritornare a fotografare nuovamente. Molte cose le ho capite quando il lavoro era finito. Molte cose di questo lavoro continuo a capirle a distanza di anni e sono una traccia per ricerche attuali più consapevoli.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Questo lavoro ha vinto il Progetto Portfolio della Galleria Gallerati nel 2012 ed è stato esposto più volte in fiere e in gallerie. Mi piacerebbe potesse viaggiare verso altri mari, altri luoghi e potesse interagire con altri lavori simili o complementari, comunicare ancora e sempre.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Dal momento in cui mi sveglio la mattina a quando vado a dormire, ogni possibile incontro, pensiero, avvenimento influenza il mio lavoro. A volte mi sveglio anche di notte per scrivere delle intuizioni che spesso come i sogni mi capita di perdere se non le metto nero su bianco. E' interessante riuscire a decifrare la mia scrittura il giorno dopo. Quando si apre un canale di comunicazione con la propria esperienza di vita nella quotidianità, si comincia a comprendere quanto materiale ci viene regalato ogni giorno. Trovo impossibile non farne qualcosa, non comunicarlo, con il desiderio di sollevare quesiti e non di dare soluzioni. Ci sono incredibili connessioni fra le persone e certe circostanze, la vita insomma. Ci sono momenti di blocco e disperazione: per quelli ci sono le passeggiate a Villa Pamphili a Roma, se non sono a Marsiglia o in un luogo sul mare. E poi pazienza, costanza, fiducia incrollabile in un progetto che va oltre il mio lavoro, la fotografia, ma coinvolge tutto
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Credo che Luigi Ghirri, amore indiscusso, sia arrivato il momento di onorarlo in silenzio. A volte noto che la fotografia italiana contemporanea rimane incastrata nei miti del passato, negli anni 70, in "Viaggio in Italia". Parlare di spazio non significa solo quello. Per fortuna molti altri lo sanno! Per esempio, mi piace moltissimo "Travel without moving" di Federico Ciamei che non conosco direttamente ma che stimo moltissimo. Ci sono tantissimi lavori interessanti di fotografi emergenti (e non per forza giovani...ehm, non voglio fare polemica). Quello che manca sono anche incentivi alla produzione artistica, finanziamenti alla ricerca, cose che in ogni caso mancano in generale anche in altri ambiti. E' singolare che io sia dovuta andare in Francia per fare un dottorato pratico- teorico di fotografia, cosa che al momento, 2017, in Italia non è possibile fare (né pratico, né teorico). Ma non voglio lamentarmi: voglio essere parte attiva per cambiare le cose.

Quali aspirazioni hai per il futuro?
Vorrei imparare un sacco di cose!
Ma soprattutto vorrei terminare la mia ricerca di dottorato che sarà sia un libro che un'installazione, ce la sto mettendo tutta perché sia un lavoro di qualità.
Mi piacerebbe continuare con un PostDoc e poi, cosa che mi piace molto, insegnare educazione all'immagine o sociologia visuale, in Italia o altrove.
Galleria "Camera a sud "
Camera a Sud, 2011
15 stampe giclée, carta Hahnemühle

Da una finestra mi affaccio a guardare il mare: il mirino della macchina fotografica circoscrive per me uno spazio che ho necessità di approfondire. Qual è la mia relazione con questo luogo? La finestra è il limite fra il mio spazio intimo e il mondo fuori, un davanzale ne sancisce un confine ideale che è la soglia del mio sguardo. Questo lavoro parla di un Adriatico verde acqua che per me è casa. Ho sempre considerato il mare come superficie, distesa, territorio di indagine. Dove comincia finisce il mare e finisce la terra? Camera a Sud è un lavoro del 2011 che racchiude in nuce alcune tematiche della ricerca che sto attualmente sviluppando sullo spazio Mediterraneo nell'ambito del mio dottorato in fotografia all'Università di Marsiglia. Una ricerca che si sintonizza sull'equilibrio sottile fra intimità ed estimità, in uno luogo denso di opposti che si confondono in un sud in bilico fra realtà, idea, immaginazione.
Biografia
Novella Oliana è un'artista che usa la fotografia, vive e lavora tra Roma e Marsiglia. Esperta in processi culturali con focus sull'area del Mediterraneo e del Medio Oriente, è ricercatrice presso il dipartimento di arti visive dell’Università Aix-Marseille. Nei suoi lavori si riscontra un interesse particolare per i protocolli della fotografia contemporanea legati alla rappresentazione dello spazio del mediterraneo e del mare in particolare. Alcune sue opere sono state esposte in Italia e all'estero. Il suo ultimo lavoro “Stanze, spazi, universi” curato da Manuela De Leonardis è stato recentemente oggetto di una sua personale presso Galleria Gallerati di Roma e selezionato per il Festival di Castelnuovo (Roma). Fra le sue ultime pubblicazioni si ricorda: “Chambres, univers: fragments d'un espace inventé”, a cura del Prof. Jean Arnaud, PUM Université de Toulouse.

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