Sara Casna

Casna_Monte Davigo_02
Che cos'è per te la fotografia?
La fotografia è il mezzo che mi permette di entrare nelle vite degli altri, lei mi educa nelle relazioni umane mentre io scrivo, documento quello che vivo e che mi incuriosisce.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
In realtà ho due tipi diversi di sguardo; il primo è molto istintivo, pulito, fotografo il Come ancor prima di capire il Cosa e Perché. Mi lascio rapire dalla semplice osservazione.
L'altro è uno sguardo più analitico che nasce da una riflessione, da un racconto, un libro. Solitamente mi lascio affascinare dalla vita e dai suoi protagonisti.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Scelgo le storie che in qualche modo raccontino la vita di qualcuno, vivo come in un film e mi lascio conquistare dagli oggetti, dalla luce, dagli ambienti casalinghi. Scelgo tematiche sociali che voglio condividere e diffondere.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
Il progetto è nato quasi per caso, quattro anni fa una mia cara amica ha deciso di trasferirsi in campagna scegliendo la vita dell'autoproduzione. Successivamente, in casa si sono aggiunti altri amici e più volte sono stata ospite per giorni e settimane. Ho iniziato a fotografare Michela e il suo percorso, mano a mano il progetto si è allargato ad un discorso più ampio coinvolgendo anche gli altri ragazzi ed il paesaggio.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Mi piacerebbe molto riuscire ad organizzare una mostra in occasione di qualche evento o festival di fotografia contemporanea, vorrei diffondere questo attuale ritorno alla terra della nostra generazione fotografato da una fotografa coetanea.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Sicuramente c'è sempre del personale in tutte le foto che scatto, ma diciamo che ogni lavoro va da sé. Non sono una fotografa di feste, avvenimenti felici e storie a lieto fine, fotografo ciò su cui mi piace riflettere e pormi delle domande. Insomma non mi sono mai piaciute le strade spianate e sono sempre a caccia di stimoli e missioni complicate.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Penso che la fotografia contemporanea italiana non ha ancora trovato il giusto spazio e fatichi molto per farsi conoscere e valere. Abbiamo un sacco di nomi più che validi, persone molto brave e preparate alle quali però non vengono dati gli strumenti necessari a maturare una vera carriera. Siamo sempre legati ai grandi nomi del passato e investiamo ancora troppo poco nei nuovi talenti. Ma è un discorso applicabile a tutto il mondo dell'arte, la fotografia subisce di più, in quanto fatica ancora ad affermarsi come forma d'arte.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Non avere più una fissa dimora per qualche anno e farmi "adottare" di casa in casa, di paese in paese, fotografando i luoghi e le storie degli altri.
Galleria "Monte Davigo"
Negli ultimi anni si sta assistendo al fenomeno di migrazione dalla città alla campagna, specialmente da parte di ragazzi giovani. Ho voluto seguire questo gruppo e per più di due anni, ho cercato di capire e spiegare le difficoltà che tale scelta comporta. Il vecchio mondo rurale, legato alla terra e al bosco, con i suoi sistemi di lavoro, i suoi tempi, i suoi ritmi, le sue dinamiche familiari e sociali, il suo rapporto con il caldo e con il freddo, con la fatica e con la fame, con la religiosità e con la magia rappresenta ormai un modo di vita che per molti suona lontano nel tempo.
Biografia
Dal 2005 al 2007 frequenta il corso di fotografia professionale presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze, dove ha occasione di seguire vari workshop con importanti nomi della fotografia italiana. Nel settembre del 2008 viene selezionata alla Prima Biennale dei Giovani Fotografi Italiani, presso il Centro Italiano della Fotografia d'Autore. Nel 2009 vince una borsa di studio e si diploma presso l'Istituto Italiano di Fotografia.
Nel novembre del 2011 viene selezionata al 2° Festival Fotografico Italiano sezione "Sguardi al Femminile", con un’esposizione personale, a maggio dell’anno successivo espone al Festival Fotografia Europea dove viene selezionata tra i 15 migliori autori del circuito OFF.
Dal 2009 al 2011 ha lavorato come fotogiornalista con un quotidiano locale, attualmente collabora con varie associazioni fotografiche e parallelamente si dedica a progetti di reportage sociale.
Nel luglio del 2014 ha pubblicato un suo progetto sulla rivista tedesca Stern.

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