Stefania Notizia

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Stefania Notizia
Che cos'è per te la fotografia?
La fotografia è un nobile strumento di conoscenza e approfondimento. Attraverso il mio rapportarmi con persone, situazioni e luoghi diversi da me e dal mio status, io rappresento quello che sono. Ma non è come per un pittore o un musicista, non è libero arbitrio, non è astrazione e nemmeno puro estetismo. Per me la fotografia è uno sforzo continuo per conoscere quello che non so e magari far conoscere agli altri quello che ignorano.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Il mio sguardo si alimenta da solo. Prima mi capitava di essere in una situazione ed immaginarmela in una foto che avrei potuto scattare e non lo sopportavo, non mi sentivo libera. Adesso questa cosa è diventata talmente automatica che non ci faccio più caso, con la differenza però che ho imparato ad aspettare e a rinunciare a fare foto quando voglio vivermi quel momento senza pensare alla fotografia.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
I miei progetti fino ad ora, sono nati un pò per caso, ma mi hanno fatto crescere molto sull'aspetto dello studiare prima una situazione e sapere che cosa voler mettere in evidenza, quale aspetto approfondire ecc. Non tutti i progetti possono essere a lungo termine come Mr. Romanò, quindi ho capito che bisogna avere le idee chiare prima di iniziare, per quanto anche l'imprevisto possa essere una cosa estremamente interessante.
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
E' nato quando, insieme ad altre due persone che erano già state lì, sono andata a far la conoscenza delle famiglie che abitavano, e tutt'ora abitano, il campo Rom.
Da quel momento la frequentazione è sempre stata costante, ovvero quasi ogni domenica. Tutto si è sviluppato come una normale conoscenza tra persone che non si conoscono... io racconto chi sono e poi, piano piano scopro come sono fatti loro, nel bene o nel male. E' una cosa strana da dire a parole ma molto naturale e umana nella pratica.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
Ho sempre pensato a due possibilità. Mi piacerebbe fare un viaggio in Romania dove potrei visitare i villaggi di origine delle famiglie del campo. Ma sarebbe interessante anche allargare il progetto ad altre aree di insediamento dell'etnia Rom, nei Balcani per esempio.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
Ho sempre pensato che fare il fotografo, sotto un aspetto puramente economico, non è per tutti. Fotografare in analogico, come faccio io, fotografare viaggiando, è inevitabilmente costoso. Attualmente svolgo due lavori par-time che insieme non fanno un lavoro intero ed è difficile fare progetti con queste premesse. Ecco come la mia vita quotidiana influenza il mio "lavoro". Vorrei poter avere la libertà di muovermi in quello che amo fare.
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Sono molto attenta al panorama "fotoreportagistico" e posso dire che, dal mio punto di vista, la scena fotografica italiana contemporanea è tra le più vive e può vantare fotoreporter di incredibile talento. Basti pensare a Paolo Pellegrin, Alex Majoli, Fabio Bucciarelli, Valerio Bispuri, Riccardo Venturi e tanti altri... .
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Spero di riuscire a trovare la mia strada, prima di tutto. Spero che la fotografia possa occupare gran parte della mia vita, magari anche professionalmente. Spero di riuscire a portare avanti i miei progetti futuri anche solo per me stessa, per continuare ad alimentare questo focolaio.
Galleria "Mister Romanò"
Biografia
Sono nata a Torre del Greco nel 1988. Ho frequentato il liceo linguistico e mi sono poi laureata in Discipline delle Arti Visive , Musica e Spettacolo all'Università di Salerno. Parlo l'italiano, l'inglese, il francese e ho una conoscenza base della lingua rumena. Mi occupo di reportage sociale. I temi di interesse della mia ricerca sono le minoranze etniche, le realtà di periferia, i temi dell'emarginazione. I miei lavori sono realizzati interamente in analogico, curo personalmente lo sviluppo e la stampa delle mie pellicole.