Stefania Piccioni

Adriatico_ 1
Stefania Piccioni
Che cos'è per te la fotografia?
Un modo di vedere, di pensare, e viceversa. Sono figlia d’arte, a 8 anni ho cominciato a giocare con una Kodak Instamatik 177x, munita di flash Magicube Sylvania, per imitare mio padre. Con quel giocattolo scattavo accecanti close up al viso di Mario, un amichetto di infanzia che ancora oggi mi maledice e improbabili fotografie ai gerani, rigorosamente rossi. Il motivo di tanto accanimento verso i due soggetti, mi sfugge. Poco più tardi sperimentai magie con una Polaroid, fu incanto. La Rolleiflex, che mio padre mi regalò al primo anno di scuola all' ISD'A, all'inizio fu quasi un shock, poi imparai ad usarla e ad amarla. Nel corso degli anni ho capito che fotografare è un istinto creativo e un atto di volontà allo stesso tempo. Dopo aver lavorato molti anni come professionista nel settore della fotografia di cerimonia, oggi mi dedico totalmente alla “mia” fotografia, un privilegio che mi permette di percorrere strade alternative in piena libertà espressiva.
Parlaci del tuo sguardo e di come lo alimenti.
Con la curiosità verso le cose e le persone. Attraverso lo studio. Leggo moltissimo, i libri sono una fonte inesauribile di spunti per i miei lavori.
Come scegli le tematiche che affronti e cosa ti leghi ad esse?
Non scelgo scientemente le tematiche da affrontare, di solito i temi che affronto nascono da un'urgenza irrefrenabile di capire, di conoscere, di comunicare
In riferimento al lavoro presentato, raccontaci come è nato e come l'hai sviluppato.
"Adriatico" è nato casualmente il 9 novembre, giorno del mio compleanno. Io e mio marito andammo al mare, la spiaggia era quasi deserta, silenziosa, bellissima e surreale . Con me avevo la macchina fotografica, così iniziai a scattare. Gli stabilimenti balneari chiusi , le attrezzature da spiaggia abbandonate, tutto mi sembrava come in attesa di qualcosa, questo colpì molto la mia immaginazione. Percorrendo a piedi per km le spiagge delle Marche e dell'Abruzzo, sono stata inghiottita dai luoghi, mi sono accorta di come metto continuamente a confronto, consapevolmente o inconsapevolmente, le immagini dalla mia mente per costruire il paesaggio del mio vissuto.
Quale potrebbe essere la destinazione ottimale per questo tuo lavoro? E perché?
In tutti i luoghi dedicati alla fotografia e all'arte i generale. Su una rivista fotografica.
In che modo la tua vita quotidiana influenza il tuo lavoro e viceversa?
La fotografia influenza la mia vita di tutti i giorni a trecentosessanta gradi, tanto da non avere più una linea di confine
Cosa pensi della fotografia italiana contemporanea?
Credo che in Italia ci sia poco spazio per la fotografia, poca cultura. Si investe ancora pochissimo nei nuovi talenti che fanno fatica a farsi conoscere e ad affermarsi.
Quali aspirazioni hai per il futuro?
Continuare a fotografare come faccio adesso, liberamente, senza vincoli di sorta.
Galleria ""
Le fotografie di paesaggio "Adriatico" sono state realizzate nel 2015/2016 tra l'autunno e l'inverno lungo le coste delle Marche e dell'Abruzzo. E' un lavoro in cui cerco di riconoscere ridefinire la "mia idea " di paesaggio.
Biografia
Stefania Piccioni nasce ad Ascoli Piceno nel 1970. Figlia d’Arte, nel 1989 consegue la maturità d’Arte Applicata nella sez. di “Fotografia Artistica” presso l’Istituto Statale d’Arte “O. Licini” di Ascoli Piceno. Espone presso il Museo Diocesano di Gaeta (Lt) 2013. Finalista di Ariano Film Festival, concorso Interno di Fotografia, Ariano Irpino (Av) 2013. E’ vincitrice del terzo Premio miglior fotografia in bianco/nero, collettiva fotografica “Mille Modi di Essere Donna” Galleria Dream Factory, Milano 2014. Partecipa alla terza Biennale del Salento, Palazzo Vernazza Lecce e a molte altre esposizioni collettive. Nel 2014/2015 realizza una mostra fotografica personale, dal titolo “ La Favola è un Gioco” , Galleria PiziArte di Tortoreto Lido (Te), a cura di Patrizie e Manuela Cucinella, testo critico Maria Cristina Calvaresi. Le sue fotografie sono pubblicate su Vanity Fair e su Vogue.it, fanno parte di collezioni private.

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